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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2017

Eva Sicret

Seguì la figura del mezzo fino a che non svoltò l'angolo e non lo vide più. Si chiese se avrebbe ritrovato quel ragazzo anche al ritorno, “Sembra una persona interessante!” si disse iniziando ad avviarsi verso la scuola. <<Lo è di sicuro!>> esclamò la squillante voce dell'alquanto bizzarro Jack, per certi aspetti Jack assomigliava molto al cappellaio matto di Alice. Stesso modo strambo di vestire con svariati abbinamenti di colori, trucco sgargiante sulla faccia e completamente matto, almeno così appariva quando camminava in quella maniera assurda, saltellando da un piede all'altro e mezzo ingobbito contando filastrocche senza senso e fra queste trovava il tempo per conversare con Eva. <<Sai avessi con te un coniglio bianco, crederei di essere Alice!>> confessò Eva osservando il bizzarro amico, <<Tue sei ciò che vuoi mia piccola farfallina colorata!>> disse, <<Staresti bene come mio papillon!>> aggiunse fermando il passo alla…

Eva Sicret

Infilò le pantofole svogliatamente per poi avviarsi verso la porta, come l'aprì e mise piede fuori dalla camera si scontrò con il fratello, :<<Diamine Eva!>> brontolò, Eva lo guardò senza dire nulla, girò l'angolo ed entrò nel bagno. Suo fratello era scontroso come tutti i ragazzi della sua età, gli aveva voluto davvero bene e l'aveva sempre ammirato, lui era un tipo tosto sempre circondato da amici e belle ragazze, ora però era uno come tanti, e come tanti la guardava con lo sguardo stranito. Che colpa aveva lei se era come era, Eva era Eva e non voleva essere come Marta, Anna o una qualunque Eva in questo mondo, lei non era fatta come tutti gli altri. Sciacquò il viso dopo averlo insaponato per bene, si asciugò e poggiando l'asciugamani gettò l'occhio sui trucchi della madre. “Mamma è sempre così bella e in ordine quando esce di casa!” si disse prendendo in mano il fondo tinta, aprì il barattolo annusandone il contenuto. Quella roba non aveva nessun od…

Eva Sicret

EvA SicreT
Il segreto di Eva


Eva..lei era solitaria, non parlava molto e se lo faceva, solo con pochi, solo con chi la conosceva veramente. Lei ascoltava e sapeva sentire, lei osservava tutto con occhi diversi. Eva vedeva, vedeva cose che a noi non è concesso di vedere, Eva aveva un dono. Un dono difficile da rivelare, da spiegare, difficile da capire, per questo viveva in solitudine isolata dai suoi coetanei, non era triste per questo, perché il mondo attraverso i suoi occhi era meraviglioso e li aveva tanti amici con cui stare. Ma era davvero felice così? Guardava i suoi coetanei da lontano, erano tutti spensierati, scherzosi fra loro, forse le sarebbe piaciuto trovarsi la in mezzo circondata da risate allegre e perché no, trovare anche l'amore. “No no” si diceva, “io non ho nulla che da spartire con gente come quella, gente che non sa vedere un palmo dal loro naso!” e con quella frase, girava la testa di lato, ritornando nel mondo in cui era stata accolta con amore, quel mondo solo…